Il Processo esecutivo introdotto dal D.L. 132/2014 convertito con modificazioni dalla L. n. 162/2014

09 Dic 2014

Le innovazioni introdotte dal D.L. 132/2014, come convetito, con modificazioni, dalla Legge n. 162 del 10 novembre 2014 e pubblicata sulla G.U. del 10 novembre 2014 (GU Serie Generale n.261 del 10-11-2014 - Suppl. Ordinario n. 84) prevedono:

1) il trasferimento alla sede arbitrale dei procedimenti pendenti (su istanza congiunta delle parti) – art. 1;

2) la convenzione di negoziazione assistita anche per i procedimenti di separazione e divorzio (art. 2-13);

3) semplificazioni dei procedimenti di separazione e divorzio con la possibilità delle parti di concludere un accordo avanti il sindaco (art.12);

4) misure per la funzionalità̀ del processo civile di cognizione: compensazione delle spese, il passaggio dal rito ordinario al rito sommario, riduzione del periodo di sospensione feriale dei termini processuali e delle ferie dei magistrati dall’1 al 31 agosto (artt. 13 – 16);

5) tutela del credito e accelerazione del processo esecutivo (art. 17-20);

6) il tramutamento dei magistrati (art. 21).

In questo paragrafo analizzo solamente quelle modifiche che hanno una qualche rilevanza in materia di processo telematico o comunque sull’utilizzo della tecnologia nel processo (in particolare gli artt. 18 e 19 del D.L.) rimandando alla lettura della norma che è possibile trovare ben illustrata nel Dossier del Servizio Studi del dipartimento di Giustizia del 27/10/2014 a questo link: http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/D14132.Pdf

7.1. Riassunto delle novità apportate dagli artt. 18 e 19 del D.L. 132/2014 come modificato in sede di conversione – sulla base del dossier del Servizio Studi, dipartimento di Giustizia, 27/10/2014

Gli artt. 18 e 19 del D.L. 132/2014 contengono importanti innovazioni in materia di processo esecutivo.

Le nuove disposizioni (a parte qualche eccezione) si applicano ai procedimenti esecutivi iniziati a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della Legge di conversione e, quindi, dall’11 dicembre 2014.

7.2 Nuove modalità di iscrizione a ruolo dei pignoramenti – si applica ai procedimenti esecutivi iniziati dall’11 dicembre 2014 

L’art. 18 modifica gli artt. 518 (espropriazione mobiliare), 543 (espropriazione presso terzi) e 557 (espropriazione immobiliare) imponendo al creditore il deposito della nota di iscrizione a ruolo unitamente alle copie conformi (certificate direttamente dall’avvocato) dei seguenti atti: pignoramento, titolo esecutivo, precetto e della nota di trascrizione dove prevista (il tutto anche cartaceamente fino al 30/3/2015).

In sostanza l’Ufficiale Giudiziario ci restituirà i titoli insieme al verbale di pignoramento e, avremo, dalla data della restituzione, i seguenti termini per il deposito pena l’inefficacia del pignoramento:

PIGNORAMENTO MOBILIARE

15 GIORNI

PIGORAMENTO PRESSO TERZI

30 GIORNI

PIGNORAMENTO IMMOBILIARE

15 GIORNI

PIGNORAMENTO DI AUTOVEICOLI, MOTOVEICOLI E RIMORCHI

30 GIORNI DALLA COMUNICAZIONE DA PARTE DI IVG (VEDI SOTTO)

Il nuovo art. 164-ter delle disposizioni di attuazione del c.p.c. imporrebbe al creditore, una volta che il pignoramento è divenuto inefficace per mancato rispetto dei termini, di comunicarlo entro cinque giorni dalla scadenza al debitore e all’eventuale terzo mediante atto notificato. Viene precisato comunque che ogni obbligo del terzo cessa quando la nota di iscrizione a ruolo non è stata depositata nei termini di legge.

La cancellazione della trascrizione del pignoramento si esegue quando è ordinata giudizialmente ovvero quando il creditore pignorante dichiara, nella forme richieste dalla legge, che il pignoramento è divenuto inefficace per mancato deposito della nota di iscrizione a ruolo nel termine stabilito.

E’ previsto inoltre che la nota di iscrizione a ruolo sarà esclusivamente telematica a partire dalla data del 31/3/2015 e che, quando procedono con tali modalità, gli avvocati certificheranno conformi le copie informatiche dei titoli da depositare a norma dell’art. 16-bis, co.-9 bis, del D.L. 90/2014.

7.3 Nuove modalità di ricerca dei beni pignorabili– si applica ai procedimenti esecutivi iniziati dall’11 dicembre 2014 ma occorre decreto attuativo

Cambiano anche le modalità di ricerca dei beni con l’introduzione di importanti disposizioni che danno maggiori poteri agli Ufficiali Giudiziari tra cui, in particolare, l’accesso gratuito a tutti i dati delle Pubbliche Amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere per le ricerche a norma del nuovo art. 492-bis c.p.c. e (importantissima innovazione) è previsto espressamente, con l’introduzione dell’art. 155-quinquies del c.p.c., che il creditore procedente potrà sostituirsi agli Ufficiali Giudiziari nella ricerca fintanto che le loro strutture tecnologiche non saranno funzionanti!

Gli Ufficiali Giudiziari dovrebbero essere incentivati nell’innovazione grazie alla previsione dell’ulteriore compenso previsto nel caso di pignoramento positivo all’esito della ricerca ex art. 492-bis c.p.c.. In sostanza si tratta di una percentuale del valore ricavato dal bene che verrà assegnata dal giudice (anche in caso di conversione o estinzione anticipata) nella misura del 5% fino a € 10.000,00 e 2% da € 10.001,00 a € 25.000,00 e 1% sull’importo superiore per le mobiliari; 6% fino a €10.000,00 e 4% da € 10.001,00 a € 25.000,00 e 3% per i pignoramenti presso terzi.

Per poter effettuare queste ricerche occorrerà però attendere il decreto del Ministro della Giustizia previsto dal nuovo art. 155-quater delle disposizioni di attuazione del c.p.c. che dovrà individuare casi, limiti e modalità di esercizio della facoltà di accesso alle banche dati individuandone anche di nuove. 

In particolare sono previste le seguenti banche dati:

  1. Anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari. Questo articolo si riferisce al DPR 605/1973 (secondo la nuova formulazione dell’art. 155 quater delle disposizioni di attuazione) e, in particolare, alle banche dati istituite a norma dell’art. 7 e, per quel che più ci interessa nel recupero crediti, quelle previste dal comma sesto relative alla registrazione di tutti i conti correnti intestati al nostro debitore e, in genere, tutti i rapporti con gli operatori finanziari del soggetto sul quale stiamo facendo la ricerca. 
  2. Pubblico Registro Automobilistico (è vero possiamo già accerdervi ma vi sono importanti novità al riguardo – vedi sotto);
  3. Enti previdenziali;
  4. Altre da individuare con decreto a norma del nuovo art. 155-quater delle disposizioni di attuazione del c.p.c
  5. Per avere accesso alle banche dati dovremmo fare istanza al Presidente del Tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, a norma del novellato art. 492-bis e, per questa istanza, dovremmo pagare un contributo unificato pari a € 43,00.

L’istanza deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria, numero di fax del difensore e dell’indirizzo PEC per permettere la dichiarazione del terzo a norma dell’art. 547 c.p.c.

Se l’accesso che ha eseguito l’Ufficiale Giudiziario ha riscontro positivo e i beni si trovano nel territorio di competenza dell’Ufficiale Giudiziario, egli provvederà contestualmente al pignoramento a norma degli artt. 517-518 e 520. Se i beni non si trovano nel territorio di competenza dell’Ufficiale Giudiziario viene rilasciato al creditore verbale in copia autentica che dovrà essere utilizzato entro 15 giorni per la richiesta di pignoramento all’Ufficiale Giudiziario territorialmente competente.

Se una cosa presente nelle banche dati non viene rinvenuta, l’Ufficiale Giudiziario intimerà al debitore di indicare entro 15 giorni il luogo in cui si trova e in caso di omessa o falsa comunicazione si applica l’art. 388, sesto comma, c.p.

Ovviamente se l’accesso lo abbiamo eseguito in qualità di difensori del creditore procedente dovremo fare istanza per gli adempimenti di cui agli artt. 517, 518 e 520 c.p.c..

Se l’accesso ha invece individuato crediti del debitore o cose nella disponibilità dei terzi è prescritto che l’Ufficiale Giudiziario notificherà d’ufficio (ove possibile a mezzo PEC o anche fax) al debitore e al terzo il verbale di pignoramento contenente indicazione del credito, del titolo esecutivo e del precetto, dell’indirizzo PEC, del luogo in cui il creditore ha eletto domicilio o ha dichiarato di essere residente, dell’ingiunzione, dell’invito e dell’avvertimento al debitore di cui all’art. 492, primo, secondo e terzo comma, nonché l’intimazione al terzo di non disporre delle cose e delle somme dovute, nei limiti di cui all’art. 546. La norma prescrive anche che il verbale di pignoramento è notificato al terzo per estratto, contenente esclusivamente i dati a quest’ultimo riferibili.

Ove l’accesso avesse individuato più crediti o più cose del debitore l’Ufficiale Giudiziario sottopone a pignoramento i beni scelti dal debitore. A norma del nuovo art. 155-ter delle disposizioni di attuazione l’Ufficiale Giudiziario ci comunicherà a mezzo fax o posta elettronica anche non certificata l’esito delle operazioni ed entro 10 giorni da questa comunicazione dovremo comunicargli quali beni intendiamo pignorare. In assenza di comunicazione il pignoramento perde efficacia.

7.4 Nuove modalità per il pignoramento e custodia di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi – si applica ai procedimenti esecutivi iniziati dall’11 dicembre 2014

La legge di conversione ha introdotto anche il nuovo art. 521-bis interamente dedicato al pignoramento e custodia di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi.

L’articolo prevede la notificazione al debitore da parte dell’Ufficiale Giudiziario del pignoramento che indicherà i beni e diritti che si intendono sottoporre a pignoramento con l’ingiunzione di cui all’art. 492 c.p.c.. Oltre a questo il pignoramento contiene anche l’intimazione a consegnare entro 10 giorni i beni pignorati, i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all’uso all’istituto vendite giudiziarie del circondario nel quale il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.

Se il debitore consegnerà il bene pignorato, l’Istituto Vendite Giudiziarie (IVG) ce lo comunicherà “a mezzo posta elettronica certificata, ove possibile” e da quella data avremo trenta giorni per depositare nella cancelleria del Giudice competente la nota di iscrizione a ruolo con copie conformi del titolo esecutivo e del precetto, l’atto di pignoramento restituito dall’Ufficiale Giudiziario e la nota di trascrizione nei pubblici registri.

Se il debitore non consegna spontaneamente il bene dovremo aspettare che venga fermato dagli organi di polizia i quali, se si accorgeranno che il bene è pignorato, ritireranno la carta di circolazione e i titoli relativi alla proprietà o uso e consegneranno il tutto all’Istituto Vendite Giudiziarie del territorio nel quale il bene è pignorato e ci daranno comunicazione.

Il pignoramento perderà efficacia se non depositeremo in cancelleria la nota di iscrizione a ruolo, le copie del pignoramento del titolo esecutivo e del precetto nel termine di trenta giorni dalla comunicazione dell’IVG. 

7.5 Modifiche al pignoramento presso terzi – si applica ai procedimenti esecutivi iniziati dall’11 dicembre 2014

Nel pignoramento presso terzi vengono modificati l’art. 543, l’art. 547 e l’art. 548 c.p.c. e, in sostanza, le norme si adeguano alla prassi ampiamente diffusa della mancanza di viagrawithoutaprescriptionusa.com comparizione del terzo in udienza oltre a due rilevanti novità in materia.

E’ stato eliminato dall’art. 543 c.p.c. l’avverbio “personalmente”. L’intenzione del legislatore sarebbe stata quella di permettere la notifica del pignoramento presso terzi da parte dell’avvocato a norma della Legge n. 53/1994 e così infatti si legge nel Dossier dell’Ufficio Studi sopra richiamato. Purtuttavia permane il richiamo di cui all’art. 492 c.p.c. che non è stato modificato e l’ingiunzione ivi prevista è ancora atto riservato all’Ufficiale Giudiziario; non si ritiene pertanto ancora possibile notificare tali atti in proprio.

E’ stata inoltre attribuita la competenza per l’esecuzione forzata di crediti al tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede (nuovo art. 26, secondo comma), mantenendo il principio previgente, della competenza del giudice del luogo di residenza del terzo debitore, nei soli casi di esecuzione nei confronti di una Pubblica Amministrazione.

La citazione all’udienza prevista dal n. 4 dell’art. 543 c.p.c., come novellato, ora va eseguita solo nei confronti del debitore con invito del terzo a comunicare la dichiarazione di cui all’art. 547 c.p.c. al creditore procedente entro 10 giorni a mezzo raccomandata o PEC, indipendentemente dalla natura del credito (anche per quelli di lavoro non sarà più necessaria la comparizione in udienza del terzo). Se il terzo non produce questa comunicazione, sarà avvisato che il Giudice lo chiamerà a comparire in apposita udienza e, se ancora non compare o non rende la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso di cose del debitore nei termini indicati dal creditore si considereranno non contestati ai fini del procedimento di esecuzione.

Se il pignoramento presso terzi segue la procedura di cui al novellato art. 492-bis (ricerca di cose da parte dell’Ufficiale Giudiziario e contestuale pignoramento), l’Ufficiale Giudiziario ci consegnerà il verbale, il titolo e il precetto e dovremo depositare tutto in cancelleria, insieme alla nota di iscrizione a ruolo, entro 30 giorni e, trascorso il termine dell’art. 501 c.p.c. potremo richiedere l’assegnazione o la vendita.

A questo punto il Giudice fisserà l’udienza per la comparizione del debitore e del creditore a mezzo decreto che andrà notificato a cura del creditore sia al debitore che al terzo e che dovrà contenere l’invito e l’avvertimento al terzo che ho illustrato. 

Se all’udienza fissata nella citazione il creditore dichiara di non aver ricevuto la comunicazione, il Giudice fisserà una nuova udienza da notificare al terzo e, se non compare o rifiuta di fare la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso di cose del debitore nei termini indicati dal creditore si considereranno non contestati ai fini del procedimento di esecuzione (così il nuovo art. 548 c.p.c.).

Anche se non pertinenti con il processo telematico o l’innovazione in genere vi segnalo che è stata altresì introdotta una norma (164-bis delle disposizione di attuazione del c.p.c.) che prevede la possibilità di estinzione anticipata del processo esecutivo nel caso in cui il Giudice lo ritenga infruttuoso.

Infine, è stato introdotto il principio secondo il quale il giudice deve ricorrere alla vendita con incanto del bene immobile solo se ritiene che attraverso tali modalità sarà probabile raggiungere un prezzo di acquisto superiore della metà rispetto al valore dell’immobile.

Articoli collegati:

Le modifiche al Processo Civile Telematico apportate dalla Legge n. 11/2014 di conversione del D.L. n. 90/2014

La circolare del Ministero della Giustizia del 28/10/2014

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