DGSIA Rapporto sulla gestione febbraio 2012-dicembre 2014 - il punto del Processo Penale Telematico

10 Mar 2015

Si riporta l'estratto del rapporto relativo alla situazione aggiornata a novembre 2014 in merito agli interventi nel settore penale - rapporto consultabile al link http://pst.giustizia.it/PST/resources/cms/documents/DgsiaStatoProgettiFinaleDic14.pdf

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2.1 SICP- Sistema Informativo della Cognizione Penale

Nel 2012, a seguito di valutazione condotta da tecnici esperti interni ed esterni (Università di Bologna), è stato individuato quale unico sistema per i principali registri informatici il Sistema Informativo della Cognizione Penale, SICP15.
Da una limitata diffusione, ferma nel 2011 a 3 sedi circondariali - Napoli, Palermo, Genova - e ad una distrettuale - Firenze -, si è proceduto nel 2012 e 2013 alle attività preparatorie per il dispiegamento nazionale (individuazione fondi e stipula contratti). Nel 2013, è stata avviata l’attività di bonifica dei dati - correzione, aggiornamento, normalizzazione, etc. -.

Tale operazione risulta essenziale per disporre di un patrimonio conoscitivo affidabile, cioè di dati corretti, aggiornati, non consultabili/modificabili da soggetti non legittimati, nel contesto penale, così come avvenuto in ambito civile prima dell’attivazione dei servizi telematici (per alcune aree delle basi di dati, ad es. quelle anagrafiche).

Nel corso del 2014, sono proseguite le bonifiche ed è stata lanciata l’attività di formazione.
All’esito, gradualmente, sono state migrate le basi di dati e gli Uffici hanno cominciato ad utilizzare il registro SICP.
Il dispiegamento, al dicembre 2014, ha riguardato:

– 129 Circondari su 141, cioè 129 Tribunali, 129 Procure della Rep., 129 Uffici del Giudice di Pace;

– 6 Corti d’Appello e 6 Procure Generali su 29 distretti.
In buona sostanza, ad oggi, non sono state raggiunte le sedi “metropolitane” di Roma, Milano e Torino ed alcuni Circondari16.
Tale complessa operazione permetterà di abbandonare definitivamente il vecchio sistema informativo Re.Ge. 2.2, scritto in linguaggio Clipper e costituente un vero miracolo dell’informatica, considerata la sua vetustà (1989) e la dimostrata robustezza17.
Il nuovo sistema permette l’integrazione con altri registri informatizzati del settore penale, con basi dati documentali, con funzioni (in prospettiva) telematiche, consentendo contemporaneamente il trattamento del dato di processo penale in ogni sua fase, dalle indagini preliminari al giudicato ed alla esecuzione penale, senza dovere ogni volta ripetere la digitazione di una informazione già inserita, ma soltanto modificandola, aggiornandola o eliminandola (per esempio, il passaggio da indagato ad imputato, ad assolto o condannato, etc.).
Contestualmente alla diffusione, si è svolta una intensa attività di consolidamento del sistema, che ha coinvolto anche l’Università della Sapienza di Roma, per l’analisi dell’architettura, ai fini della 
valutazione dell’adeguatezza degli strati dell’applicativo e della loro capacità di garantire la persistenza dei dati.

L’analisi si è conclusa con il rilascio di suggerimenti per il potenziamento del sistema, già trasmessi al fornitore per l’elaborazione e lo sviluppo.

SICP si compone di diversi moduli. Ci si sofferma soltanto sul c.d. Portale delle Notizie di Reato, fondamentale per disporre di un processo penale digitale dal suo inizio. Il Portale è in uso a Napoli e, previo potenziamento del modulo architetturale su cui è installato, sarà presto disponibile alle altre Procure che vorranno utilizzarlo.

Integrando nel Portale le funzioni elaborate e sperimentate nei progetti NdR1 e NdR2, si potranno introdurre nella fase delle indagini preliminari alcune operazioni telematiche.

2.2 Sistema Notifiche Penali

In vista del termine del 15 dicembre 2014, introdotto dal D.L. 179/2012 e dalla legge 228/2012, è stato consolidato il software per le notificazioni e comunicazioni elettroniche nel processo penale, SNT-Sistema Notifiche Penali, che dalla data citata sono esperibili tramite PEC ai soggetti diversi dall’imputato.

Sono state apportate numerose modifiche per adeguare il SW alle esigenze degli Uffici, anche se il sistema rimane stand alone (a sé stante, cioè non integrato con i registri)18.
Sono in corso ulteriori analisi per assimilare il sistema, in prospettiva, a quello delle comunicazioni elettroniche in ambito civile.

Nel frattempo, si è optato per la distribuzione distrettuale della piattaforma documentale (inizialmente pensata come infrastruttura nazionale), per renderla compatibile con l’architettura distrettuale dei sistemi di registro. In tal modo, la piattaforma può fungere da repository (archivio), quanto meno rispetto agli esiti delle comunicazioni elettroniche e per la loro successiva ricerca (information retrieval).

DGSIA non ha avuto la possibilità di verificare il sistema su una vasta platea di Uffici, prima del termine suindicato, anche se, con le risorse del Piano straordinario di digitalizzazione della giustizia, di cui al successivo paragrafo 2. 5, la maggioranza degli Uffici destinatari del servizio ha avuto la possibilità di effettuare numerose prove.

L’unico osservatorio “massivo” è stato rappresentato dalla sede giudiziaria di Torino, che aveva ottenuto un decreto ministeriale di riconoscimento del valore legale, sotto la previgente normativa (art. 51 legge 133/2008), con effetto dal 1° ottobre 2012.
In ogni caso, il 15 dicembre 2014 il servizio è stato avviato a livello nazionale ed il sistema è funzionante.

2.3 Sistemi documentali per il processo penale

Ne esiste una pluralità, dovuta ad iniziative sorte in tempi diversi, anche da progetti locali, ed alla loro progressiva stratificazione:

  • AURORA – avviato con fondi Programma Operativo Regione Puglia; in uso in due sedi di Procura,

  • DIGIT – progetto avviato anni fa presso il Trib. Cremona, in uso anche presso altre sedi giudiziarie,

  • Documentale light – versione ridotta di Aurora, in uso presso 4 Uffici giudiziari,

  • SIDIP – per il dibattimento penale, successivamente adattato anche alla fase delle

    indagini preliminari, a partire dal deposito atti ex art. 415bis CPP,

  • TIAP – destinato inizialmente alla fase delle indagini preliminari; successivamente

    adeguato anche alle esigenze del tribunale e del grado d’appello.

Su 340 sedi di Uffici giudiziari principali19, 113 utilizzano un sistema documentale, secondo le proporzioni indicate nel grafico che segue alla figura 6:

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Figura 6 – Distribuzione sistemi documentali in area penale

Pertanto, oggi coesistono voluminosi patrimoni informativi di documenti giudiziari digitalizzati secondo diversi applicativi e standard, ai quali nessuno degli Uffici utenti vorrebbe rinunciare.
La linea di azione recentemente seguita da DGSIA, a fronte di tale quadro stratificatosi in oltre un decennio, è consistita nelle misure seguenti:

  • -  prendere atto di tale molteplicità;

  • -  utilizzare la piattaforma documentale come uno strumento intermedio, per consentire ai

    diversi standard tecnologici utilizzati dagli UUGG di dialogare, di essere letti e trasferiti da un Ufficio ad altro, in caso di passaggio di fase processuale, stralcio, trasferimento del processo per competenza, etc.;

  • -  lavorare nel frattempo alla integrazione del registro penale SICP con i sistemi documentali, oltre che con gli altri strumenti e funzioni (trasporto dati e documenti, produzione di provvedimenti nativi digitali, consultazione da remoto, etc.), in piena sicurezza e riservatezza. di una architettura sistemica destinata a coprire tutte le esigenze di processo penale in prospettiva telematico20.

    A questo si è lavorato nel periodo di riferimento, sia pure con limitate risorse, cercando nel contempo di dotare gli Uffici - che non disponevano di un sistema documentale e che ne facessero richiesta - di quello già in uso nel medesimo distretto, al fine di omogeneizzare le applicazioni almeno a tale livello.

2.4 Altre applicazioni per la giustizia penale

Nello stesso contesto temporale, si è assicurata la manutenzione correttiva ed evolutiva di SIDNA/SIDDA, S.I. Direzione Nazionale Antimafia/Direzioni Distrettuali Antimafia.

Il sistema è stato altresì oggetto di “donazione” al Governo della Repubblica Serba, con cerimonia tenutasi nel dicembre 2013, alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia Cons. Franco Roberti, dei Magistrati DNA Cons.ri Giovanni Russo, Filippo Spiezia, dei loro omologhi Serbi e del Ministro della giustizia della Repubblica Serba, nonché del DGSIA.

La collaborazione con la DNA è stata sempre intensa e produttiva, anche con riferimento ad alcuni temi generali, quali la sicurezza nella gestione delle nuove tecnologie applicate alla giustizia e la definizione di misure minime di sicurezza in ambito intercettazioni, quale contributo ad un tavolo di studio recentemente istituito dal Gabinetto del Ministro, per individuare le azioni adeguate conseguenti al provvedimento del Garante Privacy 18 luglio 2013 n. 2551507 e corrispondenza successiva con il Ministero della Giustizia.

Il richiamato provvedimento del Garante prevedeva stringenti misure di sicurezza, oltre che impegnative e costose, da introdurre da parte delle Procure della Repubblica nel settore delle intercettazioni.
La DGSIA ha ospitato un tavolo tecnico, che, con l’essenziale apporto della DNA e delle Forze di Polizia, ha definito una lista di misure minime di sicurezza per tale contesto, più in linea con la normativa processuale penale e con quella sulla protezione dei dati, oltre che più sostenibile dal punto di vista della spesa.

Con riferimento alla BDMC - Banca dati delle misure cautelari, ora la stessa può essere alimentata automaticamente da SICP. Nel mese di dicembre 2014, è stata presentata all’Ufficio di Gabinetto, all’Ispettorato, al D.G. Giustizia Penale, al D.G. Magistrati e a Vertici del D.O.G., nonchè alla Procura Generale della Suprema Corte di Cassazione, e trovata adeguata per la puntuale gestione dei dati in materia, al fine di limitare i ritardi o gli errori nelle scarcerazioni di detenuti. L’efficacia dello strumento sarà garantita ove i relativi dati siano correttamente inseriti ed aggiornati nelle basi dati del settore penale.

E’ stata ripresa21 la manutenzione correttiva ed evolutiva di SIEP/SIUS – S.I. per l’esecuzione penale e gli uffici di sorveglianza, sistema diffuso presso tutte le Procure, i Tribunali di Sorveglianza e gli Uffici di Sorveglianza e dispiegato anche presso gli Uffici giudicanti (versione SIGE - S.I.GiudiceEsec.). Sono in fase di sviluppo i necessari adattamenti per le esigenze della giurisdizione minorile.

Quanto al settore delle misure di prevenzione, l’attuale SIPPI – S.I. per le misure di prevenzione è in corso aggiornamento, grazie a fondi PON Sicurezza; il sistema evoluto si chiamerà SIT-MP – S.I. Telematico Misure Prevenzione, con rilascio previsto entro fine 2015. SIT.MP sarà inoltre in grado di cooperare con gli altri sistemi informatici del settore penale (ad es., con i sistemi dell’Antimafia) e con sistemi gestiti da altri Enti o Amministrazioni, quali l’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati, l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’Interno. I dati e i documenti registrati da un Ufficio saranno immediatamente disponibili agli altri Uffici legittimati a conoscerli per le attività di competenza, con conseguente riduzione dei tempi di lavoro e degli errori dovuti alla digitazione ripetuta. Il sistema consentirà di gestire (in sostituzione dell’attuale SIPPI) tutto il procedimento di applicazione della misura di prevenzione, dalla registrazione dei fascicoli di accertamento e di applicazione della misura, alla gestione della fase di esecuzione. Permetterà altresì di mantenere un aggiornato inventario dei beni sequestrati e confiscati, nella Banca Dati Centrale in gestione alla Direzione Generale della Giustizia Penale. Nel periodo di riferimento il progetto SIT-MP ha conosciuto un notevole sviluppo. Entro il dicembre 2013 sono stati stipulati tutti i contratti necessari, per un importo pari al 96% del budget disponibile22. Allo stato, l’infrastruttura tecnologica è pronta e lo sviluppo del software è sufficientemente avanzato, da consentire l’inizio di attività di formazione e l’alimentazione delle banche dati con i dati pregressi.

Ulteriore progetto finanziato con fondi PON Sicurezza è BIG HAWK (grande falco, o Falcone)23, che mira a realizzare una banca dati dotata di un motore di ricerca molto performante, per facilitare le indagini trasversali a più Uffici ed alimentare, in prospettiva, anche Direzione Nazionale Antimafia. Il progetto prevede l’approntamento di strumenti in grado di analizzare e correlare informazioni disparate, emerse nel corso di indagini o ricavabili da altre fonti informative. In vista di tale obiettivo, sono stati acquisiti prodotti di mercato qualificati per l’analisi dei testi, le ricerche avanzate e per l’analisi di informazioni strutturate. Relativamente ai registri, nel periodo di riferimento si è provveduto al passaggio al SICP presso tutti i Distretti delle regioni Obiettivo 1 (Campania, Calabria, Puglia, e Sicilia). Per quanto riguarda il documentale, sono state avviate le attività per l’adeguamento dei prodotti correntemente in uso, al fine di predisporli per l’alimentazione del sistema di indagine. Entro dicembre 2013, sono stati stipulati tutti i contratti necessari, per un importo pari al 99% del budget disponibile.

Riguardo al Casellario giudiziale, sono state sviluppate integrazioni con i registri informatizzati, per dare attuazione piena al carico pendente nazionale, che sarà disponibile non appena completato il dispiegamento di SICP.
Tra le applicazioni minori, si annoverano quella per gestire calendari di udienze, in condivisione tra procura e tribunale (Calendar), quella per l’assegnazione dei procedimenti - il preesistente sistema locale AsPen è prossimo ad essere sostituito da GIADA, sviluppato con fondi EXPO ed utilizzabile a livello nazionale -.

La perdurante frammentazione dei sistemi di area penale è fattore critico, dovuto in parte alla diversa struttura del processo penale, alimentato da più numerosi «protagonisti» rispetto al processo civile; oltre agli avvocati, vi sono le fonti delle notizie di reato, le parti, i testi, la polizia giudiziaria, i periti del giudice, i preposti al sistema penitenziario ed all’esecuzione esterna, etc.

La necessità di rendere disponibili i dati va conciliata con quella di misure idonee a garantire la sicurezza dei dati stessi, la riservatezza delle indagini e quella degli interessati.
DGSIA nell’ultimo triennio si è particolarmente impegnata nella diffusione di un registro omogeneo per tutta Italia (SICP), che risponda alle esigenze di Corti d’Appello, Procure Generali, Tribunali, Procure della Rep., Uffici del Giudice di Pace, lavorando nel contempo all’interconnessione fra registri informatizzati, sistema documentale, acquisizione delle notizie di reato e servizio delle notifiche.

Ciò permetterà nel prossimo futuro di avviare servizi telematici, oggi limitati alle comunicazioni e notificazioni nel processo penale, come accennato, ed al rilascio copie e certificati on line, realizzati in alcune sedi soltanto24.

2.5 Piano Straordinario per la Digitalizzazione della Giustizia

Il Piano straordinario per la digitalizzazione della giustizia era stato avviato nel marzo 2011. La conclusione dello stesso è prevista per il 201525.
Il Piano si articola in tre linee di intervento:

  • digitalizzazione degli atti

  • notifiche telematiche

  • pagamenti elettronici.

Ogni linea di intervento prevede azioni di:

  • adeguamento delle apparecchiature e delle tecnologie o messa a disposizione degli applicativi
  • formazione del personale
  • accompagnamento al cambiamento organizzativo
  • assistenza tecnica al dispiegamento delle nuove funzioni.

DGSIA ha provveduto all’acquisizione delle dotazioni tecnologiche, alla messa a disposizione dei sistemi informatici, alla formazione del personale

Sono destinatari dell’intervento tutti gli Uffici Giudiziari e tutti gli Uffici NEP, per un totale di 593 Uffici.
Distribuzione dell’hardware
Nell’ambito del P.S.D., dal 2012 al dicembre 2014, sono stati acquistati e consegnati:

Distribuzione dell'hardware

  • 4.273 pc desktop 4.289 scanner A4
  • 623 scanner massivi

Formazione 

  • 243 corsi di formazione di 1 giornata26 sul Sistema di Invio Telematico delle Notifiche Penali, rivolti a tutti gli Uffici giudiziari (circa 4.500 utenti formati)
  • 55 corsi di formazione di 2 giorni sul Sistema Informativo Dibattimentale Penale (SIDIP), rivolti a Tribunali e Procure (circa 1.000 utenti formati).

Il Piano ha avuto utilità sia per le risorse HW, sia per la formazione su alcuni s.i. dell’Amministrazione (v. figura 7), anche se non ha raggiunto gli effetti sperati da chi lo aveva promosso, sia per la riduzione delle risorse (dagli annunciati 50 milioni di euro ai 10 effettivamente resi disponibili), sia per i meccanismi di finanziamento (necessaria anticipazione dei fondi da parte di DGSIA).

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Figura 7 - Contributo del Piano Straordinario alla diffusione di Notificazioni e Comunicazioni Telematiche - SNT

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15 Il sistema è stato ideato durante la conduzione dell’Area penale della DGSIA da parte del Magistrato Domenico Pellegrini.


16 A Roma, la formazione del personale sarà completata entro marzo 2015 e subito dopo gli Uffici saranno avviati a SICP. Milano è in attesa di contratto con fondi EXPO. Torino, che disponeva già di un sistema relazionale intermedio tra Re.Ge. 2.2 e SICP, ha richiesto di essere dotata di sistemi accessori equivalenti a quelli precedentemente disponibili. Entro la primavera del 2015, si può ipotizzare che il dispiegamento sarà concluso – salvo eventi imprevisti -. 

17 In informatica, la robustezza è la capacità di un sistema di comportarsi in modo ragionevole in situazioni impreviste. Va dato atto ai suoi ideatori e progettisti, tra i quali devono essere ricordati i magistrati Floretta Rolleri e Michele Di Lecce, tra i fondatori dell’informatica giudiziaria, che tale sistema ha rappresentato un ausilio essenziale per la gestione del processo penale negli ultimi 25 anni, sia per le grandi sedi giudiziarie sia per quelle di dimensione media o piccola. Tuttavia, l’evoluzione tecnologica, nel frattempo, ha proseguito il proprio cammino e tale sistema non consentirebbe di sfruttare a pieno le potenzialità del digitale. I vantaggi ricavati sono stati direttamente proporzionali alla cura profusa dagli UUGG nel trattare con precisione i dati. Essendo i sistemi informativi isomorfi, essi rispondono secondo quanto e cosa vi sia stato immesso (è noto tra gli informatici il detto “garbage in, garbage out”, traducibile in “se spazzatura verrà immessa, spazzatura sarà restituita”)

18 Ciò lo rende per un verso applicabile a tutte le fasi e tipologie di rito processuale penale, indipendentemente dai registri informatizzati di base, ma non interagisce automaticamente con questi ultimi. 

19 A seguito dell’attuazione del d.lgs. n. 155 del 7 settembre 2012: 141 tribunali + 141 procure della Repubblica + 29 corti appello + 29 procure generali.
20 Una diversa impostazione, maggiormente “documento/centrica” e soprattutto omogenea, è auspicabile per il futuro ed è la sola coerente con l’approccio generale praticato nella conduzione di DGSIA e descritto nel presente documento. Richiederebbe risorse consistenti ed una preliminare verifica di impatto normativo. Occorrerebbe anche valutare se utilizzare in modo ampio, nel futuro processo penale digitale, dati NON TUTTI STRUTTURATI, innovando radicalmente rispetto ai processi di informatizzazione seguiti fino ad oggi, del tutto registro/centrici e, quindi, condizionati da tale approccio. 

 21 Dopo qualche anno di stasi, per indisponibilità di contratti di riferimento.


22 Il finanziamento PON Sicurezza per tale progetto consisteva complessivamente in circa 13.900.000 di euro, extra bilancio.

23 Anche tale progetto è stato finanziato per circa 14.300.000 di euro, extra bilancio.

24 Si tratta di servizi attivabili su impulso degli Ordini degli Avvocati, in quanto poggiano sui c.d. Punti di Accesso e richiedono la disponibilità dei professionisti ad accedervi. Servizi di tale specie sono in uso anche in alcune città del Centro e del Sud d’Italia (ad. Es., Palermo, Matera, etc.).

25 Il Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione Tecnologica (DIT) ha finanziato il progetto per un importo pari a 10 Milioni di euro, con anticipo della spesa da parte di DGSIA; successivamente, il DIT ha provveduto a rifondere il Ministero della Giustizia, che pertanto non poteva acquistare senza disponibilità preventiva di fondi sul proprio bilancio. Tale fattore ha contribuito a rallentare i tempi del progetto.

26 Il sistema è particolarmente semplice da utilizzare ed intuitivo. 29 dicembre 2014

Penale

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