Il nuovo regime forfetario per i professionisti e piccole imprese

15 Mar 2015

 

 

Dal 1° gennaio 2015 cambia radicalmente il regime contabile e fiscale riservato ai professionisti e alle piccole imprese, in virtù delle novità introdotte dalla “legge di stabilità 2015” (l. n. 190/2014).

Il primo aspetto da segnalare riguarda il fatto che, a differenza dei precedenti regimi “speciali”, questo nuovo sistema impositivo (definito "regime forfetario") rappresenta il regime NATURALE per coloro che rispettano i requisiti d'accesso e non sarà pertanto necessario esercitare alcuna OPZIONE (è fatta salva la facoltà di optare per il regime ordinario).

Per comprendere al meglio di cosa si tratta è necessario individuare:

  1. i SOGGETTI interessati a tale regime;
  2. le CONDIZIONI d'accesso;
  3. i SOGGETTI ESCLUSI (in quanto soggetti non residenti oppure soggetti a regimi speciali IVA, oppure partecipanti a società di persone, associazioni professionali o srl trasparenti, nonché per specifiche attività esercitate);
  4. il “FUNZIONAMENTO” del nuovo regime;
  5. le NUOVE ATTIVITA”;
  6. le cause di FUORIUSCITA dal regime.
  7. i “vecchi regimi”

1. SOGGETTI 

Il regime in esame è riservato esclusivamente alle persone fisiche che esercitano attività di impresa, comprese le imprese familiari, arti o professioni non in forma associata.

Restano pertanto ESCLUSE tutte le SOCIETA' e le ASSOCIAZIONI fra artisti e professionisti.

2. CONDIZIONI D'ACCESSO

Come già accennato, il regime forfetario opera come regime “naturale” per i soggetti in possesso dei requisiti illustrati qui di seguito, fatta salva la facoltà di esercitare l'opzione per la tradizionale applicazione delle imposte sui redditi e dell'IVA. Attenzione che questi requisiti d’accesso saranno da considerarsi ogni anno quali condizioni per il mantenimento del regime.

I REQUISITI d'accesso sono QUATTRO:

  • RICAVI e COMPENSI. Il co. 54 della legge in commento individua dei limiti di ricavi o compensi conseguiti o percepiti nell'ANNO SOLARE PRECEDENTE che variano in base all'attività esercitata. Sarà pertanto necessario verificare l'ammontare di ricavi conseguiti o compensi percepiti nell'anno solare precedente e verificare il proprio codice attività (vedi la TABELLA)
  • SPESE PER PRESTAZIONI DI LAVORO. Anche in questo caso la verifica deve essere effettuata in riferimento all’anno precedente e l’importo massimo sostenuto per prestazioni di lavoro è di € 5.000.

Le spese per prestazione di lavoro comprendono:

  1. lavoro accessorio ex art. 70 del d.lgs. 276/2003 (c.d. voucher);
  2. lavoro dipendente ex art. 49 del Tuir;
  3. reddito assimilato a quello da lavoro dipendente ex art. 50, lett. c) e c-bis);
  4. somme erogate agli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro;
  5. compensi erogati all’imprenditore e ai suoi familiari ex art. 60 del Tuir.

Non si considerano le somme erogate agli associati in partecipazione con apporto di solo capitale www.viagrawithoutaprescriptionusa.com o di capitale e lavoro nonché le somme percepite nelle c.d. attività occasionali (commerciali o di lavoro autonomo).

  • BENI STRUMENTALI. In questo caso è necessario effettuare una fotografia al 31/12/2014 per verificare di non possedere uno stock di beni mobili strumentali, tenuto conto sia degli acquisti a titolo di proprietà che dei beni posseduti in leasing, noleggio o comodato (al lordo degli ammortamenti) superiore ad € 20.000.
  • PREVALENZA DI REDDITI D’IMPRESA/ARTI O PREFESSIONI RISPETTO A REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE O PENSIONI. Nel caso in cui nell’anno d’imposta precedente siano stati percepite somme derivanti da lavoro dipendente (o assimilato) e/o da pensione, è necessario verificare che il totale di questi redditi non sia PREVALENTE rispetto a quelli derivanti dall’attività d’impresa o da lavoro autonomo (arti o professioni).

3. SOGGETTI ESCLUSI

Al comma 57 il legislatore individua le esclusioni soggettive, ovvero le fattispecie che anche se in possesso dei requisiti richiesti per l’ammissione al regime escludono la possibilità di accedervi. Si tratta di quattro casistiche:

  1. Persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali IVA o regimi forfetari di detrminazione del reddito (ad es.: attività di agriturismo, vendita di sali e tabacchi, editoria, agenti di viaggi, rivendita di beni usati, intrattenimenti e giochi, attività agricole connesse, vendite a domicilio, ecc.);
  2. Non residenti. Fanno eccezione quelli residenti in UE o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico che assicurino lo scambio di informazioni sempre che almeno il 75% del loro reddito complessivo sia prodotto nel territorio dello Stato italiano;
  3. Soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati (o porzioni di essi), di terreni edificabili o cessioni di mezzi di trasporto nuovi;
  4. Esercenti attività d’impresa o arti e professioni che partecipano, contemporaneamente, a società di persone o associazioni (art. 5 del Tuir) ovvero a srl che abbiano optato per la trasparenza fiscle (art. 116 del Tuir).

4. Il regime forfetario rappresenta il regime naturale per coloro che rispettano le condizioni di accesso, che vi rientrano, pertanto, automaticamente. E’ fatta salva la possibilità di optare per il regime ordinario ma, in tal caso, l’opzione vincola il contribuente a tale scelta per un triennio e deve essere comunicata nella prima dichiarazione Iva presentata successivamente all’opzione.

Il regime in esame prevede molte agevolazioni e semplificazioni. Innanzitutto ai fini IVA:

  1. Il contribuente è assimilato ad un privato e pertanto le operazioni da egli effettuate non daranno origine ad alcun addebito di IVA a titolo di rivalsa (di conseguenza viene meno il diritto alla detrazione dell’IVA);
  2. Le cessioni di beni intracomunitarie sono assimilate alle cessioni interne;
  3. Le prestazioni di servizi invece sono sottoposte alle regole ordinarie (art. 7-ter, d.p.r 633/72) ed è necessaria l’iscrizione al Vies;
  4. E’ previsto l’esonero da tutti gli adempimenti IVA (ad eccezione della certificaizone dei corrispettivi mediante fattura, ricevuta, scontrino e della conservazione e numerazione progressiva delle fatture di acquisto e bollette doganali nonché dei documenti fiscali emessi) e dall’obbligo di registrazione, liquidazione e dichiarazione IVA. Resta l’obbligo di presentazione dei modelli Intra agli uffici doganali nei casi di servizi resi e ricevuti nei confronti di soggetti Ue e per gli acquisti intracomunitari oltre la soglia di € 10.000

Ai fini delle Imposte Dirette le semplificazioni sono le seguenti:

  1. Esonero dalla tenuta delle scritture contabili ai fini delle II.DD. (resta l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi);
  2. Esonero dal pagamento dell’Irap (e del relativo obbligo di dichiarazione)
  3. Esonero dagli studi di settore e dai parametri;
  4. Non essendo i “forfetari” considerati sostituti d’imposta, non è prevista l’applicazione delle ritenute sul reddito da lavoro dipendente o professionale né l’applicazione delle ritenute sui compensi da essi percepiti.

La determinazione del reddito avviene in maniera, per l’appunto, forfettaria per poi assoggettare il reddito così determinato all’imposta sostitutiva del 15%.

Il procedimento è molto semplice: si moltiplicano i ricavi o compensi percepiti (vige il criterio di cassa) per una percentuale di redditività (che varia a seconda del tipo di attività, VEDI TABELLA) che assorbe in maniera forfettaria i costi (che non saranno quindi deducibili analiticamente) ad eccezione dei contributi previdenziali versati in base a disposizioni di legge. Un esempio di calcolo del reddito di un professionista con fatturato pari ad euro 14.000, versamenti previdenziali pari ad € 2.000:

(14.000* 78% - 2.000)* 15% = 1.338

TABELLA

(55 – 56)

Attività dei servizi di alloggio e di

ristorazione

40.00040%
Codice attività ATECO 2007SettoreLimiti compensiCoeff. redditività
(10 – 11)Industrie alimentari e delle bevande35.00040%
45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9

Commercio all’ingrosso e al

dettaglio

40.00040%
47.81

Commercio ambulante e di

prodotti alimentari e bevande

30.00040%
47.82 – 47.89

Commercio ambulante di altri

prodotti

20.00054%
(41 – 42 – 43) – (68)Costruzioni e attività immobiliari15.00086% 
46.1Intermediari del commercio15.00062%
(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)

Attività professionali, scientifiche,

tecniche, sanitarie, di istruzione,

servizi finanziari ed assicurativi

15.00078%
(01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09‪‪05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 –32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99)Altre attività economiche20.00067%

 

5. LE NUOVE ATTIVITA'

Per favorire l’avvio di nuove attività è prevista per il periodo d’imposta di inizio attività e per i due successivi una riduzione del reddito determinato in maniera forfettaria pari ad un terzo. Questa ulteriore riduzione è subordinata al verificarsi di tre condizioni:

  1. il contribuente non ha esercitato nei tre anni precedenti alcuna attività artistica, professionale o di impresa;
  2. l’attività intrapresa non costituisce una mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo;
  3. nel casi di prosecuzione di un’attività precedentemente svolta da un altro soggetto (ad esempio in caso di donazione o acquisto di azienda), l’ammontare di ricavi o compensi realizzati nel periodo precedente a quello di applicazione del regime forfetario non deve essere superiore a quello individuato per l’accesso al nuovo regime.

6. La cessazione del regime avviene a partire dall’anno successivo a quello in cui si verifica una delle seguenti circostanze:

  1. viene meno una delle condizioni di accesso;
  2. si verifica taluna delle cause di esclusione;
  3. diviene definitivo un accertamento mediante il quale viene riscontrato il venire meno di una delle condizioni di accesso al regime.

7. Il nuovo regime forfetario si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2014 ed è prevista espressamente l’abrogazione:

    1. del regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (ex art. 13, l. 388/2000);
    2. del regime agevolato ex art. 1, commi 96-115 e c. 117 della l. 244/2007 (regime ordinario dei minimi)
    3. del regime fiscale di vantaggio (ex “nuovi minimi) di cui all’art. 27 del d.l. 98/2011 (conv. Con modificaz. in l. 11/2011 che comprende anche il regime contabile “super semplificato”).

In virtù della pubblicazione del c.d. decreto milleproroghe è stata prorogato di un anno il regime dei minimi (che resterà pertanto applicabile per tutto l’anno 2015, in alternativa del regime forfetario).

Ai fini previdenziali si segnala inoltre che gli imprenditori che applicano il nuovo regime fiscale agevolato, obbligati al versamento previdenziale presso le gestioni speciali artigiani e commercianti, possono usufruire di un sistema di maggior favore anche in ambito previdenziale (c.d. regime contributivo agevolato). Tale sistema prevede la determinazione del contributo a percentuale sul reddito dichiarato, senza considerare il c.d. minimale di reddito.

Una scheda informativa con i riferimenti normativi è reperibile al sito dell’Agenzia delle Entrate al seguente link.

 

 

 

Contattaci ORA per un Preventivo Gratuito!

  • All
  • Sezione Commercialisti
  • Sezione Legale
  • Default
  • Title
  • Date
  • Random