Il modello organizzativo per esimere o attenuare la responsabilità amministrativa delle società e quella penale dell’organo dirigente

26 Nov 2017

Il D.Lgs. 231/2001 introduce per la prima volta nel nostro ordinamento la nozione di responsabilità "amministrativa" dell'ente associativo (società e consorzi, enti forniti di personalità giuridica, associazioni) per reati commessi da "soggetti apicali" o "dipendenti/collaboratori" nell'interesse o a vantaggio della società.

La responsabilità ha natura sostanzialmente penale perché:

- è derivante da reato;

- viene accertata con procedimento penale;

- comporta l'applicazione di sanzioni particolarmente afflittive, sino all'interdizione definitiva dell'esercizio dell'attività

La responsabilità dell'Ente sussiste con riferimento ad alcuni reati introdotti dal 2001 ad oggi, tra cui: 

  • omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime in violazione alle norme
  • sulla tutela della sicurezza e salute dei lavoratori
  • reati contro la Pubblica Amministrazione
  • reati societari, abuso per informazioni privilegiate e manipolazione del mercato
  • delitti informatici e trattamento illecito dei dati
  • delitti contro l'industria e il commercio
  • violazioni del diritto d'autore
  • reati ambientali
  • reati contro la personalità individuale
  • ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o altra utilità di provenienza illecita
  • impiego di cittadini di Paesi Terzi il cui soggiorno è irregolare.

L'intervento di attuazione del decreto in oggetto prevede l'adozione di un sistema di organizzazione, gestione e controllo dei processi interni, che si
dimostri idoneo a prevenire i reati in elenco, in particolare attraverso la predisposizione di modelli di organizzazione e di gestione previsti dall'art.6 del citato decreto.

Il D.Lgs. 231 individua e propone agli enti un percorso di conformità consistente in:

  • Check-up ed individuazione dei processi/attività nel cui ambito possono essere commessi i reati
  • Risk Assessment (mappa di rischio per processi/reati)
  • Implementazione ed attuazione del modello organizzativo.

L'adozione preventiva di un MODELLO ORGANIZZATIVO, che sia efficacemente attuato, può consentire di esimere o di attenuare la responsabilità dell'Ente di fronte ad un fatto illecito/reato; può inoltre evitare l'esposizione dell'organo dirigente ad eventuali azioni di responsabilità da parte dei soci per le potenziali conseguenze derivanti dal non aver adottato il modello ed offre l'opportunità per un miglioramento della corporate governance della aziende.

 

 

 

 

 

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